Limite al diritto all'oblio per obblighi di legge.

Limite al diritto all'oblio per obbligo di legge.

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Il manager fallito non può invocare il diritto all'oblio

La vicenda specifica ha interessato l'amministratore di una società costruttrice di un complesso turistico in Italia. A detta dell'interessato le case non si vendevano perché i possibili acquirenti non si fidavano di lui, poiché a conoscenza del fatto che dal registro delle imprese risultava la sua passata qualità di amministratore di un'altra società decotta. L'imprenditore ha fatto causa alla camera di commercio per la diffusione di quella informazione, vincendo in primo grado.

La Corte di giustizia, interpellata dalla Corte di Cassazione chiamata in causa, ha risposto che non c'è diritto all'oblio. Questo perché il sistema della pubblicità camerale risponde a un'esigenza di certezza nelle relazioni tra le società e i terzi e soprattutto serve a tutelare gli interessi rispetto alle società di capitali. L'interesse pubblico a scambi economici in un quadro di sicurezza giuridica è superiore a quello individuale alla privacy. Questo interesse alla pubblicità delle notizie negative sulla affidabilità economica di una persona si mantiene nel tempo, anche quando una società cessa di esistere e possono ancora sorgere questioni, per cui è necessario avere a disposizione i dati delle persone fisiche contenuti nel registro delle imprese.

Quindi, secondo la Corte di giustizia, e ora anche secondo la Cassazione, risulta impossibile identificare un termine unico e fisso oltrepassato il quale i dati sono da cancellare. E ancora più chiaramente la Corte Ue ha affermato che gli stati non sono tenuti a garantire alle persone fisiche, il diritto di ottenere, decorso un certo periodo di tempo dallo scioglimento della società, la cancellazione dei dati personali che le riguardano. Tra l'altro le cose, si legge in un passaggio dell'ordinanza della cassazione, non cambieranno neppure con il regolamento europeo sulla privacy (2016/679) operativo dal 25 maggio 2018: l'articolo 17, sul diritto all'oblio, esclude l'applicazione di questo diritto ai trattamenti effettuati per un obbligo di legge. La decisione della cassazione è estensibile a tutti i pubblici registri.

Pubblicata Dal 21/09/2017